ginocchio
Il ginocchio: un “eroe” silenzioso in frantumi
16 Luglio 2024
osteopatia anziani
Cos’è la tecnica manipolativa HVLA
19 Settembre 2024
Mostra tutto

Le relazioni di cura e quel movimento continuo della nostra vita

Quando ho conosciuto Lucia, una donna di cinquant’anni che vive in Italia da venticinque, mi ha raccontato di soffrire da tempo di artrosi bilaterale dell’anca. Questa patologia degenerativa, con il suo avanzare, porta a un deterioramento della cartilagine delle articolazioni, causando dolore, rigidità e una progressiva riduzione della mobilità. La situazione di Lucia si era aggravata così tanto che l’unica soluzione rimasta era un intervento di protesi, già programmato per l’autunno. Nel frattempo, Lucia stava sperimentando una condizione di estrema difficoltà: il dolore non la lasciava dormire, ogni movimento che faceva le provoca sofferenza, e questa tensione quotidiana finiva per alimentare il suo stato di nervosismo e stress costante.

Così ho deciso di iniziare il trattamento, incontrandola due volte alla settimana. La manipolazione della zona lombare è servita ad alleviare il dolore, sciogliere la muscolatura contratta e restituirle una certa libertà di movimento. Dopo alcune sedute, Lucia mi è sembrata più rilassata e sorridente. Il lavoro di allungamento posturale e di elasticizzazione del tratto toracico ha iniziato a dare i suoi frutti, restituendo gradualmente mobilità. Ogni volta che ci siamo visti, Lucia ha fatto piccoli passi verso il miglioramento della sua condizione, pur nella consapevolezza di dover affrontare un percorso complicato. Anche dopo l’intervento, dovrà continuare con la fisioterapia e impegnarsi a casa con una serie di esercizi posturali.

Quello che mi ha colpito nell’esperienza vissuta con Lucia è stato il rapporto che si è creato tra noi fin dal nostro primo incontro. All’inizio, lei era spaventata, una reazione abbastanza comune tra i pazienti e i loro familiari, quando affrontano il trattamento osteopatico per la prima volta. Tuttavia, nel caso di Lucia, l’agitazione che provava derivava da precedenti percorsi di cura che non erano finiti nel modo migliore, aggravando i suoi dolori invece di alleviarli. Nonostante queste brutte avventure, ricordo che un giorno, dopo il trattamento, mi sono seduto accanto a lei sul lettino e mi ha detto: “Sto meglio, sento meno tensione nella schiena. Ho sempre avuto in testa la convinzione di voler stare bene”. Dentro di me annuivo, soddisfatto.

Quando sento questa risolutezza nei pazienti, capisco che alcuni di loro hanno una grande energia positiva. Vogliono mettercela tutta, mettere in gioco sé stessi, nel tentativo di fare progressi e stare finalmente meglio. Durante i trattamenti con Lucia abbiamo parlato spesso della sua storia personale: questo è un passo che considero essenziale per costruire un rapporto di cura efficace: le capacità di un terapista non possono essere disgiunte dalla dimensione umana, dalla fiducia, o perlomeno, nel mio caso, è così che funziona. Durante il trattamento, corpo e mente devono operare in sintonia, creando una percezione, una consapevolezza, una speranza comune, libera da pregiudizi e capace di instaurare una relazione sincera. Costruire rapporti di ascolto così profondi non è facile, ma quando ci si riesce è un grande risultato.

Dopotutto, “terapia” in greco antico significa sia curare che prendersi cura dell’altro. Ogni giorno incontro persone come Lucia. Ogni giorno sto in pensiero per loro, sperando e lavorando affinché le cose vadano per il verso giusto. Questo è il vero significato del lavoro di cura: essere lì, presenti, attenti, pronti ad ascoltare e ad aiutare gli altri. Questo è il movimento continuo della vita umana, la connessione sincera che ci unisce, un po’ come avviene negli sport di squadra. Accompagnato da questi pensieri, spengo la luce del mio studio e mi avvio verso la porta. Un’altra giornata di lavoro è finita, insegnandomi qualcosa.

Le relazioni di cura e quel movimento continuo della nostra vita
Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza. Utilizzando questo sito web accetti la nostra Politica sulla protezione dei dati.
Scopri di più