
Il colpo della strega: cos’è e come prevenirlo
24 Febbraio 2026
Quello che Mario non ha capito della sua protrusione
3 Marzo 2026Era quasi fine giornata, stavo sistemando lo studio quando ricevo la chiamata di un amico: “Non riesco a muovere il collo”. Nel giro di poco ero da lui. Un movimento banale – piegarsi per prendere un tessuto sotto il tavolo – e si è ritrovato con una cervicale bloccata, completamente rigida, impossibilitato a girare la testa e perfino a lavorare al computer.
Cervicale bloccata: il corpo che smette di compensare
La cosa che mi ha colpito di più non è stato il gesto in sé, ma la storia che c’era dietro. Da mesi avvertiva tensione al collo, qualche fitta che scendeva verso la scapola, rigidità al risveglio. Ogni tanto un antidolorifico per “tirare avanti” e la convinzione che prima o poi sarebbe passato da solo. Finché il corpo decide che non può più compensare, e ci si ritrova con la cervicale bloccata.
Il dolore cervicale non è mai un problema isolato
Quando l’ho valutato, il dolore non era solo cervicale. La tensione si irradiava verso la scapola e coinvolgeva il gran dorsale, con una muscolatura latero-vertebrale estremamente contratta. In questi casi la cervicale non è quasi mai un problema isolato: è il punto finale di una catena di tensioni che parte spesso dal tratto dorsale e dalle spalle. Se la zona toracica perde elasticità e le spalle rimangono chiuse in avanti per ore – computer, telefono, guida – il collo è costretto a lavorare in sovraccarico.
Il blocco cervicale acuto è spesso la conseguenza di questo accumulo progressivo. Non è il movimento a creare il problema, ma il movimento fatto su una struttura già infiammata e rigida.
Il trattamento della cervicale bloccata: prima il dorsale, poi il collo
Durante il trattamento sulla cervicale bloccata ho lavorato prima sul tratto dorsale, per ridare mobilità e “spazio”. Ho decontratto la muscolatura paravertebrale e il gran dorsale, riducendo la tensione che tirava verso il basso. Solo dopo ho eseguito tecniche specifiche sulla cervicale per ripristinare la mobilità articolare in sicurezza. In fase acuta non si forza mai: si accompagna il corpo a ritrovare equilibrio.
Alla fine della seduta il movimento era già più fluido, anche se l’infiammazione aveva ancora bisogno di qualche giorno per ridursi completamente. In questi casi può essere utile, sotto indicazione medica, un supporto farmacologico per gestire la fase infiammatoria, ma il vero lavoro è meccanico e posturale.
La cervicale bloccata non arriva mai all’improvviso
Gli ho spiegato una cosa molto semplice: la cervicale bloccata non arriva all’improvviso. È quasi sempre l’ultimo segnale di una serie di tensioni ignorate. Per evitare che si ripresenti servirà lavorare su mobilità dorsale, apertura delle spalle e gestione delle posture quotidiane.
Se soffri di cervicale bloccata o dolore che si irradia verso scapola e braccio, il consiglio è di non aspettare che il collo si fermi del tutto. Intervenire prima significa evitare episodi acuti e recuperare più velocemente.





