
La brachialgia può affliggere body builder e powelifter
27 Maggio 2026
Chiodo nella scapola: non riusciva più a girare la testa
10 Giugno 2026Franco è tornato nel mio studio. Ottantacinque anni, sorriso furbo e passo lento, ma soprattutto una vecchia conoscenza che si ripresenta puntuale: la cervicalgia. Ogni volta che lo vedo so che la storia non sarà mai davvero lineare, ma piuttosto un continuo “ritorno di scena” della sua cervicalgia, che sembra avere sempre qualcosa da raccontare.
Qualche tempo fa lo avevo già trattato per una forte cervicalgia acuta, di quelle che bloccano il collo e irrigidiscono ogni minimo movimento. In quell’occasione il dolore sembrava essersi risolto, e Franco era tornato alle sue abitudini quotidiane con più leggerezza. Ma con lui, come spesso accade, la cervicalgia non ama sparire del tutto: preferisce cambiare forma.
Quando entra oggi nello studio, capisco subito che la situazione è evoluta. La sua cervicalgia non è rimasta confinata al collo, ma si è spostata più in basso, coinvolgendo trapezi e spalle. È una di quelle evoluzioni tipiche della cervicalgia cronica negli anziani, dove il corpo cerca nuovi equilibri anche a costo di creare nuove tensioni.
La palpazione conferma quello che il movimento già suggeriva: rigidità nel tratto cervicale basso, tensione evidente nella zona toracica e una sensazione generale di “compressione”. La cervicalgia è ancora attiva, e si manifesta con continuità, anche nei gesti più semplici. Franco mi guarda serio e mi chiede se riuscirà almeno a vedere la Roma in TV la sera stessa, come se la sua cervicalgia fosse solo un fastidio passeggero da mettere in pausa.
Inizio il trattamento con calma. Lavoro sulle strutture cervicali e sulle catene muscolari anteriori e posteriori, cercando di ridurre la tensione che alimenta la sua cervicalgia. Ogni tecnica è pensata per restituire mobilità, non solo al collo ma all’intero sistema. La cervicalgia, infatti, raramente è un problema isolato.
Man mano che procedo con le manipolazioni, il corpo di Franco inizia a rispondere. Le rigidità si attenuano, la respirazione cambia, e anche il suo volto si distende. È uno di quei momenti in cui la cervicalgia sembra perdere un po’ della sua presa, lasciando spazio a una sensazione di leggerezza che lui stesso descrive con sorpresa: “Mi sento più alto”. E in fondo, dietro la sua cervicalgia, c’era proprio questo: una perdita di spazio interno.
Dopo la fase manuale passo agli esercizi. Mostro a Franco semplici movimenti di allungamento della catena posteriore e tecniche di rilassamento dei muscoli pettorali. Sono esercizi fondamentali per gestire la cervicalgia anche a casa, senza bisogno di strumenti complessi. Gli spiego che la costanza è la vera chiave per tenere sotto controllo la cervicalgia, soprattutto quando il corpo ha qualche anno in più.
Prima di salutarlo, gli ricordo una cosa importante: l’età non è un limite al trattamento. Anche a 85 anni la cervicalgia può essere migliorata, e la qualità della vita può cambiare in modo significativo. L’osteopatia non elimina solo il dolore, ma lavora sulle cause che alimentano la cervicalgia, aiutando il corpo a ritrovare equilibrio.





