
Il mal di schiena bussa sempre due volte
20 Maggio 2026
Sedentarietà, postura e dolore cronico
26 Maggio 2026Oggi nel mio studio è arrivata una paziente davvero speciale: Anna Pettinelli. Quando ho visto Anna Pettinelli entrare dalla porta, accompagnata dalla sua inseparabile cagnolina Nora, ho capito subito che sarebbe stata una seduta diversa dal solito. Non tanto per la notorietà del personaggio, quanto per la simpatia e l’energia che porta con sé.
Il motivo della visita, però, era tutt’altro che divertente. Anna Pettinelli da tempo convive con un fastidioso blocco cervicale che continua a ripresentarsi e che limita alcuni movimenti del collo, creando tensioni e rigidità difficili da ignorare.
Come spiego spesso ai miei pazienti, quando si parla di cervicale non esistono quasi mai soluzioni miracolose o risultati ottenibili in una sola seduta. Il corpo ha bisogno di tempo per adattarsi, recuperare e ritrovare il proprio equilibrio. E anche nel caso di Anna Pettinelli il percorso richiede pazienza, costanza e fiducia reciproca.
La cosa che mi ha fatto sorridere fin dall’inizio è stata una richiesta molto particolare. Anna Pettinelli mi ha guardato con aria decisa e mi ha detto che voleva essere “scrocchiata piano”.
Per un osteopata è quasi un ossimoro.
Chi arriva per la prima volta spesso associa il trattamento osteopatico al classico rumore delle manipolazioni e non sempre si sente completamente a proprio agio. Anna Pettinelli non faceva eccezione. Così abbiamo impostato un lavoro graduale, rispettando le sue sensazioni e costruendo il trattamento passo dopo passo.
Durante la seduta ho utilizzato una combinazione di tecniche ad alta velocità e manovre più dolci, cercando di liberare il tratto cervicale senza creare inutili tensioni. L’obiettivo non era soltanto ridurre il dolore che aveva portato Anna Pettinelli nel mio studio, ma comprendere quali meccanismi stessero alimentando il problema. Ed è proprio qui che entra in gioco la filosofia osteopatica.
Un blocco cervicale raramente nasce da solo. Nella maggior parte dei casi rappresenta il risultato di compensi e adattamenti che coinvolgono altre aree del corpo. Per questo, oltre alla cervicale, ho lavorato anche sulla zona lombare e sul muscolo psoas, una struttura spesso trascurata ma capace di accumulare tensioni importanti e influenzare l’equilibrio posturale generale.
Nel caso di Anna Pettinelli, inoltre, era evidente una maggiore tensione su un lato del corpo rispetto all’altro. Una situazione molto comune che, nel tempo, può favorire il ritorno dei sintomi. Per questo stiamo lavorando anche sul riequilibrio della postura e dei movimenti quotidiani, così da ridurre il rischio che il blocco cervicale si ripresenti.
Tra una manipolazione e una battuta, la seduta è trascorsa in un clima leggero e piacevole. E mentre Anna Pettinelli iniziava a percepire maggiore libertà nei movimenti, c’era un’altra protagonista che attirava l’attenzione di tutti: Nora.
Naturalmente non ho resistito alla tentazione di proporre un trattamento anche a lei. D’altronde, da osteopata, la curiosità professionale è difficile da contenere. Ma appena ho lanciato l’idea, Anna Pettinelli mi ha fatto capire con uno sguardo che forse era meglio lasciare stare. E devo ammettere che Nora sembrava perfettamente d’accordo con la sua padrona.
Al termine della seduta, Anna Pettinelli era decisamente più rilassata e con una mobilità cervicale migliorata. Il percorso non è ancora concluso, ma ogni trattamento rappresenta un passo avanti verso un equilibrio più stabile e duraturo.
Perché dietro ogni dolore c’è sempre una storia da ascoltare. E oggi, quella storia, aveva il volto sorridente di Anna Pettinelli e gli occhi curiosi della piccola Nora.





