Ernia del disco? Spesso operare non è la soluzione

Sciatalgia: quando il nervo sciatico fa i capricci
26 Febbraio 2025
Il mal di schiena non scompare se non si praticano gli esercizi con costanza
Mal di schiena: il corpo non dimentica ciò che trascuri
13 Gennaio 2026

Ernia del disco? Spesso operare non è la soluzione

Spesso l'ernia del disco si può trattare senza ricorrere all'intervento chirurgico

Chiara ha 35 anni. Quando entra nel mio studio ha lo sguardo già stanco prima ancora di sedersi. È la tipica “smart worker” del secondo millennio: spalle chiuse, schiena curva, laptop sempre troppo vicino agli occhi. Questi sono segnali che possono portare a problematiche come l’ernia. Pause sul lavoro sempre troppo poche. Dopo il Covid, incontro sempre più pazienti come lei.

“Ho un’ernia che tocca il nervo: devo operarmi?”

Mi guarda e spiega: “Dottore, mi hanno detto che ho un’ernia… E che tocca il nervo! Mi devo operare?”. È l’effetto magico della risonanza magnetica: fa più paura di un film horror. Le sorrido invitandola a calmarsi.

La invito a raccontarmi meglio i suoi dolori. “Ho questa fitta nella schiena che scende giù nella gamba destra,” dice. “A volte mi formicola il polpaccio, soprattutto quando sto troppo al computer. Ho paura di non poter più fare yoga…”. La faccio sdraiare e ascolto il suo corpo, che mi parla meglio di mille referti. La schiena è rigida. I muscoli lombari sembrano corde di violino tanto sono tesi. Ogni movimento che compie è accompagnato da una smorfia. “Chiara, respira,” le dico sorridendo. “Non è detto che il tuo nemico sia l’ernia. Ascoltami…”. E le spiego qualcosa che riguarda tante persone che vengono a trovarmi, qualcosa che può cambiare la loro prospettiva.

Perché l’ernia non sempre schiaccia il nervo

Spesso i pazienti arrivano convinti che un’ernia che “tocca” il nervo equivalga a un disastro imminente. Ma la realtà è più semplice di così. Il nervo, quando passa dentro il forame di coniugazione, ha a disposizione uno spazio 8-10 volte più grande di quest’ultimo. Immaginiamolo come un filo dentro un tunnel: per schiacciarlo davvero, l’ernia dovrebbe diventare un gigantesco “blob” e occupare quasi tutto lo spazio.

Nel caso di Chiara, invece, il nervo non è schiacciato: è semplicemente un po’ spostato, come un filo che scivola da un lato quando lo sfiori. Chiara sgrana gli occhi ascoltando la mia spiegazione: “Quindi non è compresso?”, mi chiede. “Esatto”.

Cosa significa davvero il referto della risonanza

La risonanza che mi ha portato dice che “entra in contatto con la radice”, ed è corretto dal punto di vista radiologico, ma ciò non vuol dire che il nervo stia implorando pietà.

Da dove viene il dolore se non dall’ernia

Il dolore che Chiara sta sperimentando può derivare da altre cose: una sofferenza neurovascolare, un’irritazione chimica perché il disco ha perso un po’ del suo contenuto, o – molto più probabile nel suo caso – uno spasmo muscolare che stringe il nervo come una morsa.

Lei annuisce, sorpresa: “Quindi non è detto che mi debba operare?”. “Assolutamente no,” le rispondo iniziando il trattamento. La chirurgia è l’ultimo miglio, e spesso non serve percorrerlo.

Come si tratta l’ernia senza intervento chirurgico

Quello che posso fare con il mio lavoro è restituire mobilità alla sua colonna, sciogliere lo spasmo muscolare, migliorare la circolazione locale. In pratica: creare un contesto migliore perché il nervo smetta di “lamentarsi”.

Non si tratta di eliminare l’ernia – quella resta lì, ma quando riesco a combattere l’infiammazione e le rigidità, l’ernia smette di essere la protagonista del film horror di cui Chiara era convinta di essere protagonista. Le spiego qualche esercizio semplice, le mostro come cambiare postazione di lavoro e quanto siano vitali le pause attive. Poi qualche tecnica manuale, e già dopo la seduta vedo le spalle un po’ più leggere.

Quando l’operazione non serve

Quando i pazienti escono dal mio studio con una nuova consapevolezza per me è già una mezza vittoria. Non è l’ernia la “colpevole assoluta”. Nel caso di Chiara il vero problema è il contesto biomeccanico e neurofisiologico che va rimesso in ordine. E con un lavoro costante, si può evitare l’intervento e tornare persino a fare yoga.

Mentre esce, penso sempre la stessa cosa: quanta paura inutile generano tre paroline in un referto. Ma, per fortuna, basta spiegarle usando la metafora giusta perché il paziente capisca che il suo corpo non è un nemico, ma un alleato che va solo rieducato. E che spesso la strada della guarigione non passa da qualcosa di angoscioso come un intervento chirurgico, ma da un processo graduale che si può governare in prima persona.

E tu, hai un'ernia e bisogno di aiuto?

Richiedi un Appuntamento

Compila il form e ti contatteremo per confermare l'appuntamento.

Contattaci su WhatsApp

Inserisci i tuoi dati per procedere alla chat WhatsApp.

Ernia del disco? Spesso operare non è la soluzione
Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza. Utilizzando questo sito web accetti la nostra Politica sulla protezione dei dati.
Scopri di più