Mal di schiena: il corpo non dimentica ciò che trascuri

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Mal di schiena: il corpo non dimentica ciò che trascuri

Il mal di schiena non scompare se non si praticano gli esercizi con costanza

Era un martedì pomeriggio e già dal corridoio ho sentito il passo di Paolo. Rigido, cadenzato, con quel piccolo gemito ogni volta che cambia piede. Entra in studio con un sorriso a metà, quello che di solito usano i miei pazienti quando cercano di essere gentili ma vorrebbero volentieri lamentarsi con me. “Dottore, mi sa che la sua cura non ha funzionato,” dice. La butta lì, come se mi stesse avvertendo che il caffè della macchinetta è finito. “Il mal di schiena è tornato,” aggiunge. “E pure più forte di prima”. Lo guardo, lo faccio accomodare, e intanto penso: vediamo quanto ci impiega a dirmi che non ha fatto gli esercizi.

Il mal di schiena è tornato

“Dai, raccontami,” lo invito a parlare. “Quando è ricominciato il mal di schiena?”. E lui: “Eh… dottore, la settimana scorsa. Mi sentivo meglio e allora ho deciso di andare a giocare a calcetto con i colleghi. Ho fatto un gol che manco Maradona! Ma la mattina dopo… mamma mia. Una fitta qui” – si indica la zona lombare – che scendeva giù per la gamba. Non riesco più a camminare bene”. Annuisco, cercando di trattenere un sorriso. Li conosco questi cinquantenni: gli ex atleti della domenica che pensano di avere ancora venticinque anni.

“Sì ma… hai fatto gli esercizi?”

“E gli esercizi che ti avevo dato? Li stai facendo?”. Cala il silenzio. Paolo muove gli occhi guardando il pavimento. “Eh… qualcuno l’ho fatto. Ogni tanto. Ma io pensavo che bastava la seduta. Sa, una volta trattato… pensavo che sarei guarito per sempre dal mal di schiena”. Ed entriamo nel mondo di Harry Potter. La convinzione piuttosto diffusa tra chi viene a farsi curare nel mio studio per cui io ho una bacchetta magica nascosta sotto il lettino. Inoltre, “guarire” è un concetto molto relativo.

“Se vieni qui, ti tratto, e il dolore sparisce, questa è già una forma di guarigione” dico a Paolo. “Ma se poi torni a casa, non fai gli esercizi, non ti fai controllare nei momenti in cui stai bene, e trascuri il mantenimento… indovina un po’? Il mal di schiena ritorna. E in quel caso non è colpa del terapeuta, ma della tua trascuratezza”. “Trascuratezza?”, ripete lui, facendo l’offeso. “Esatto. Perché se per guarigione intendi: ‘mi curo una volta sola e non avrò mai più quel problema’, allora mi spiace, ma non funziona così”.

Non esiste una guarigione definitiva. Ogni giorno invecchiamo, e le nostre strutture perdono elasticità e funzionalità. La salute non è un bonus permanente, non è un diritto acquisito. Va mantenuta. Bisogna sudarsela! Paolo scuote la testa: “Eh, ma io lavoro tanto, la sera torno a casa distrutto. Non è che posso mettermi a fare stretching per il mal di schiena in salotto, davanti a mia moglie che ride!”. Gli rispondo che dovrebbe pensare di essere dal dentista. Ti cura la carie, e poi ti dice di lavarti i denti tre volte al giorno, usare il filo interdentale, fare i controlli periodici. Se non lo fai e torni con un’altra carie, non è colpa del dentista. Beh, la nostra schiena in un certo senso funziona allo stesso modo. Paolo abbassa lo sguardo. Adesso sorride un po’. Sa che ho ragione.

Il mal di schiena è un segnale: ascolta il tuo corpo

“E poi,” aggiungo, “ricordati una cosa: i dolori che senti non sono casuali. Sono segnali. Il corpo ti parla, ti ricorda i conti lasciati in sospeso. Se lo ascolti e lo mantieni attivo, farai una vita migliore. Se lo ignori, il mal di schiena tornerà sempre a bussare”. Paolo sbuffa, come se fosse un bambino ripreso dal suo maestro di scuola. “Quindi non guarirò mai?”, mi chiede. “Non ho detto questo,” rispondo. “C’è una sola cosa sicura nella vita. Una sola guarigione possibile,” faccio gli scongiuri e scoppiamo a ridere in modo liberatorio.

“Finché siamo vivi, dobbiamo prenderci cura di noi ogni giorno. È l’unico vero segreto della salute”. Adesso Paolo sembra un po’ più convinto. “Mi dica la verità: devo pure usare il filo interdentale per la schiena?”. Scherza ma ha capito l’antifona. Forse stavolta farà davvero gli esercizi. O forse no, e tornerà tra un mese con la stessa storia. Ma intanto, per oggi, gli ho tolto il dolore e gli ho messo un semino nella testa: che la salute non è un regalo, è un allenamento quotidiano.

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