Bloccata dal dolore: come ho trattato una sciatica gravissima

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Bloccata dal dolore: come ho trattato una sciatica gravissima

Ci sono casi che, ancora prima di iniziare a lavorare, ti fanno capire quanto sia importante guardare la persona oltre il dolore. Il percorso di Enrica è uno di questi. Quando è arrivata da me, conviveva da circa due mesi con una sciatica intensa e invalidante, che aveva finito per condizionare quasi ogni aspetto della sua quotidianità.

La sua situazione era complessa. La risonanza magnetica evidenziava un’ernia caudale, una scoliosi strutturata e una condizione di importante sofferenza vertebrale. Tutti elementi che meritano attenzione, naturalmente, ma che non possono raccontare da soli la storia di una persona. Un esame descrive ciò che si vede in un determinato momento, mentre il corpo è qualcosa di dinamico, che si muove, si adatta e cambia continuamente.

È importante ricordarlo anche quando si parla di sciatica. Un’alterazione presente in una risonanza può essere precedente alla comparsa del dolore e non aver necessariamente dato sintomi fino a quel momento. Per capire cosa sta succedendo bisogna quindi osservare anche come il corpo si muove e quali meccanismi possono essersi modificati.

Nel caso di Enrica, tutto era iniziato dopo una lunga camminata. Da quel momento era comparso un dolore molto intenso, prima alla colonna e al gluteo, poi lungo la gamba fino al piede. I sintomi erano quelli tipici di una sciatica acuta e particolarmente dolorosa, tanto da rendere difficili anche i movimenti più semplici.

Come spesso accade quando il dolore diventa difficile da sopportare, Enrica aveva cercato autonomamente un modo per stare meglio. Aveva provato anche la panca a inversione, ottenendo inizialmente una sensazione di sollievo. Il problema è che una strategia che sembra funzionare nell’immediato non è necessariamente quella più adatta a lungo termine. Quando cerchiamo di modificare il dolore senza comprendere ciò che sta succedendo, il corpo può reagire creando nuovi compensi.Ed è proprio sui compensi che abbiamo iniziato a concentrarci.

Enrica aveva già affrontato diversi interventi nel corso della sua vita e, negli anni, aveva imparato a convivere con una certa componente di dolore cronico. Questa nuova sciatica, però, aveva qualcosa di diverso. Non era soltanto il dolore fisico a preoccuparla, ma tutto ciò che quel dolore aveva portato con sé.La perdita di autonomia era diventata il vero peso da sostenere.

Non riuscire a muoversi liberamente, avere bisogno dell’aiuto degli altri e arrivare a sentirsi un peso per chi ci sta accanto può essere difficile quanto il dolore stesso. Per Enrica, soprattutto, era diventato doloroso sentirsi dipendente dal mar

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